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Il sito contiene informazioni e documentazione relativi ai tre istituti che nella Repubblica di San Marino prevedono la consultazione del Corpo Elettorale tramite votazione: Elezioni Politiche, Elezioni delle Giunte di Castello, Referendum.
Contiene un archivio storico dei risultati delle Elezioni, politiche ed amministrative, e dei Referendum svoltisi nella Repubblica di San Marino dal 1998 fino ad oggi. Il sito raccoglie, inoltre, la normativa vigente in materia ed una breve cronistoria delle principali tappe evolutive dei tre istituti di democrazia, nonchè cenni storici sulla evoluzione del corpo elettorale e dei diritti civili e politici nella Repubblica.
Il sito migliora il servizio dato al cittadino, prevedendo anche un'apposita sezione con le risposte alle domande più frequenti in materia.

 
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Sistema Elettorale

San Marino è una Repubblica parlamentare, che prevede un Parlamento ( Consiglio Grande e Generale) composto da 60 membri eletti dai cittadini ed un Governo (Congresso di Stato) composto da 10 Segretari di Stato nominati dal Parlamento fra i consiglieri. Il sistema di attribuzione dei seggi usato a San Marino è di tipo proporzionale puro, con metodo d’Hondt.
Il Corpo Elettorale costituisce un “collegio unico”: unica, pertanto, è la circoscrizione elettorale nel senso che la composizione dell’intero Consiglio Grande e Generale è determinata dalla somma complessiva dei voti manifestati in qualunque sezione elettorale.
La recente riforma elettorale, introdotta con Legge qualificata n.1 del 11 maggio 2007 e Legge qualificata n.1 del 5 agosto 2008, ha introdotto alcuni correttivi al sistema proporzionale puro facendo seguito ad un dibattito istituzionale e politico durato alcuni anni.
I correttivi, che costituiscono la principale novità del nostro sistema elettorale, sono stati previsti con l’intento di valorizzare la volontà dei cittadini, responsabilizzare le forze politiche di fronte all’elettore, contrastare la frammentazione dei partiti, garantire la stabilità di Governo, favorire la presenza delle donne in Consiglio Grande e Generale, avversare il voto di scambio e la riconoscibilità del voto.

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