Sistema Elettorale vigente nella Repubblica di San Marino

Il sistema elettorale vigente nella Repubblica di San Marino è proporzionale a collegio unico, unica, pertanto, è la circoscrizione elettorale nel senso che la composizione dell’intero Consiglio Grande e Generale (Parlamento) è determinata dalla somma complessiva dei voti manifestati in qualunque sezione elettorale.

Il proporzionale è considerato il sistema più efficace per  realizzare il principio della “rappresentatività”, in quanto consente di tradurre direttamente in seggi parlamentari la volontà espressa dagli elettori. Con tale metodo, infatti, a ciascuna lista è assegnato un numero di seggi che corrisponde proporzionalmente ai voti ottenuti. Con la Legge Qualificata 11 Maggio 2007 n.1 (DISPOSIZIONI PER LA VALORIZZAZIONE DELLA VOLONTÀ DEI CITTADINI E PER LA PARITÀ IN MATERIA DI ELEZIONI E CAMPAGNE ELETTORALI), al sistema proporzionale sono stati applicati alcuni correttivi, con l’intento di valorizzare la volontà dei cittadini, responsabilizzare le forze politiche di fronte all’elettore, contrastare la frammentazione dei partiti, garantire la stabilità di Governo, favorire la presenza delle donne in Consiglio Grande e Generale, avversare il voto di scambio e la riconoscibilità del voto. Le forze politiche che si presentano alle elezioni sono tenute a dichiarare preventivamente con quali alleati si propongono di governare e in base a quale programma. Per supportare la costituzione di maggioranze di governo stabili, la legge favorisce così la formazione di coalizioni fra liste, fatta salva la possibilità per le liste stesse di presentarsi da sole. Le liste non coalizzate e le coalizioni si impegnano a realizzare un Programma di Governo da rendere pubblico prima delle elezioni. Non si tratta quindi di un programma elettorale diverso per ciascuna lista, bensì di un vero e proprio Programma di Governo con precisi impegni per la legislatura. Alla lista o alla coalizione vincente viene assegnato il premio di “stabilità” - che consiste nell’assegnazione aggiuntiva di seggi - con l’obiettivo di garantire la tenuta parlamentare della Maggioranza e la durata dell'Esecutivo nel corso della legislatura.
E' vietata, in caso di crisi di governo, la formazione di nuove maggioranze con la partecipazione di forze politiche diverse da quelle che hanno vinto le elezioni. Per tutta la legislatura, pertanto, la composizione della maggioranza rispecchia fedelmente la volontà del Corpo Elettorale e non può subire variazioni fino a nuove elezioni.

Per contrastare la frammentazione politica la riforma elettorale del 2007 ha istituito il cosiddetto “sbarramento”, e cioè una soglia minima di voti che ciascuna lista deve conseguire per poter entrare in Consiglio.
Le consultazioni elettorali si compongono di un primo turno e di un eventuale secondo turno di votazione ("ballottaggio") per consentire di decretare la lista/coalizione vincitrice delle elezioni.
La Legge del 2007 ha inoltre introdotto le “quote rosa” nelle liste di candidati, l'obbligo di dichiarazione dei redditi percepiti dai candidati, ulteriori incompatibilità per gli eletti, gli uffici elettorali intersezionali, norme penali per chi viola la libertà di voto.
In seguito alla consultazione referendaria del15 maggio 2016, il Consiglio Grande e Generale ha approvato la Legge Qualificata 23 agosto 2016 N.3 "MODIFICHE ALLA LEGGE 31 GENNAIO 1996 N. 6 E SUCCESSIVE MODIFICHE - DISPOSIZIONI RELATIVE AL VOTO DI PREFERENZA" in base alla quale l’elettore può manifestare la preferenza per un unico candidato appartenente alla lista prescelta.
 
Vedi: Raccolta Coordinata delle Norme Elettorali